sabato 8 giugno 2024

ELEZIONI EUROPEE 8 – 9 GIUGNO 2024 “Se conosci la tua storia, sai da dove viene il colore del sangue che ti scorre nelle vene.”

Oggi pomeriggio alle ore 15:00 avranno inizio le votazioni per eleggere i candidati italiani che andranno a rappresentare il Paese al Parlamento Europeo.

 

Elezioni di cui si è parlato tanto e le quali sono state molto attese. Forse a questo giro un gran numero di persone andranno a votare per esprimere la propria opinione, seppur anonima,  per far valere il loro diritto al voto e assolvere a un dovere Costituzionale.

 

Ma una domanda sorge spontanea: sarà rispettato tutto l’iter elettorale? Oppure come è successo in passato saranno scoperti degli scatoloni con schede elettorali mai spogliate solo per far vincere chi già prima delle elezioni sapeva benissimo che sarebbe andato a governare un Paese che non ha nulla da invidiare rispetto ad altri Paesi europei, ma è solo mal governato?

 

Chi scrive è una persona proveniente da un Paese che ha oltre 5 mila anni di storia, la più grande democrazia che esiste al mondo, dove convivono persone di diverse etnie, religioni, tradizioni e opinioni politiche; un Paese governato da una DONNA!

 

Si volevano creare gli Stati Uniti d’Europa, progetto purtroppo fallito, perché?

Secondo la mia opinione ciò è stato semplicemente voluto!

 

Non mi dilungo più di tanto, in quanto, non servono tante parole, quando esse non sono seguite da fatti concreti. Concludo solo dicendo che l’unico aspetto del comportamento di cui si deve rendere conto alla società è quello che concerne agli altri sopra a sé stesso, sul suo corpo e sulla sua mente L’INDIVIDUO È SOVRANO!

 

Jilian Cosci. 

domenica 28 novembre 2021

IL PULLMINO BLU


Il BLU PULLMINO, quanti bei ricordi porta con sé questo pullmino guidato da altri autisti, ma il principale autista eri te, Agostino Pelagracci, che rendevi ogni giorno il tragitto da casa a scuola e viceversa un mero divertimento con la tua simpatia, non c’era buongiorno migliore per iniziare la giornata. La tua allegria, la tua professionalità, la tua disponibilità, la tua umiltà, la tua responsabilità; sì perché fare l’autista non è un lavoro da poco, avevi una responsabilità immensa e noi ancora bambini, non ci rendevamo conto del “peso” che avevi sulle spalle, penso che per te noi bambini che prendevamo il PULLMINO BLU eravamo tutti tuoi figli. Eri sempre accorto, se pioveva venivi a prenderci sotto casa per non farci bagnare, se eravamo in ritardo ci aspettavi, se eravamo pieni di cose da portare a scuola trovavi loro un posto affinché stessimo comodi e soprattutto in sicurezza.

Per la comunità eri sempre disponibile, come a carnevale che guidavi il trenino che trasportava i bambini per il paesino di Magione. Oppure quando facevi i viaggi con i pullman grandi per le gite.

 

Anche quando hai finito di lavorare hai continuato a fare l’autista, accompagnavi le persone dove avevano bisogno di andare, eri sempre disponibile, valutavi ogni singola esigenza delle persone. Se qualcuno poteva attendere, perché nel frattempo avevi una commissione più urgente da fare, chiedevi loro di aspettare e li andavi a prendere quando avevi finito con ciò che era più indifferibile.

 

Non dicevi mai di no, trovavi sempre una soluzione che metteva tutti d’accordo e in condizione che nulla mancasse a nessuno.

 

Eri sempre sorridente, solare, allegro, anche quando ti si incontrava che si era di fretta il tuo saluto non veniva mai a mancare, come d’altronde facevamo noi che ti conoscevamo, chi da più tempo, chi da meno. Ed è così che voglio ricordarti.

 

Mi ritengo, come tanti altri, di essere stata fortuna a conoscerti, perché persone come te sono in via d’estinzione.

 

Potrei scrivere infinite pagine solo per ringraziarti di tutto l’aiuto che ci hai dato, a me e alla mia famiglia in primis, come a tante altre persone, un aiuto prezioso, che porteremo dentro i nostri cuori per tutta la vita.

 

Te ne sei andato così velocemente che non abbiamo avuto il tempo di salutarti e pensare che non ti incontrerò più in giro per Magione, mi rende triste, ma tutto il bene che hai fatto, incondizionato, quello rimarrà sempre nei nostri ricordi, nei nostri pensieri e te ne sarai veramente andato per sempre solo quando la nostra memoria perderà il ricordo di te, cosa assai difficile, impossibile!

 

Non voglio piangere per la tua dipartita, perché piangerei per il dolore che sento e come me tanti altri, voglio solo sapere che ora stai bene e che sei in un posto migliore per l’eternità, dove non ci sono pregiudizi, maldicenze e cose simili, ma solo amore.

 

Te rimarrai sempre l’autista del PULLMINO BLU e ci mancherai tantissimo!

 

Ti auguro BUON VIAGGIO!

 

18 NOVEMBRE 2021 – Jilian Cosci.

sabato 11 settembre 2021

AMERICA ANNO ZERO – VIAGGIO IN UNA NAZIONE IN GUERRA CON SÉ STESSA, BUR Saggi, 2007


Un nuovo viaggio insieme a Lilli Gruber, in una delle nazioni più potente del pianeta, o almeno in passato lo era.

 

Lilli, ci guida all’interno degli Stati Uniti d’America, toccando le città principali, dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001, sia attraverso incontri con politici, artisti, giornalisti e uomini di cultura, sia attraverso i racconti della gente comune americana.

Ci svela che cosa è veramente il “Sogno Americano”; ci parla dei sogni, delle speranze, delle delusioni e del malcontento popolare verso la politica di George W. Bush.

 

In questo viaggio incontriamo persone che non solo hanno voglia di cambiare, ma ne sentono il bisogno, il bisogno di ri-sentirsi sicuri in questa nazione, un tempo potente, che loro avevano scelto e che ella aveva accolto.

 

Ora in questa nazione in guerra con sé stessa troviamo persone che sono state tradite, si sentono insicure ed hanno paura, giustamente in seguito alla distruzione del World Trade Center e l’attacco al Pentagono, che erano i siti più sicuri al mondo.

 

L’America di oggi è un’America dilaniata dalle contraddizioni, dalle difficoltà e dalle spinte di rinnovamento, percorso difficile e doloroso, ma necessario, se vuole riaffermare la sua identità e ri-creare agli occhi del mondo il “Nuovo Sogno Americano”.

 

Jilian Cosci 4 Ottobre 2009

martedì 20 aprile 2021

RESPIRA! Alla ricerca della calma nel caos di Margot Sikabonyi - Santelli Editore

 


KEEP CALM AND BREATH, Respirare, atto involontario, ma fondamentale nella vita di ognuno di noi, altrimenti non saremmo vivi!

Ma quanti di voi sanno respirare in maniera corretta e quanti di voi sanno quanto sia importante saper respirare correttamente?

 

 

Margot Sikabonyi, con il suo libro ci insegna proprio a RESPIRARE, attraverso un viaggio che parte dai suoi iniziali provini come attrice fino ad arrivare a ritrovare sé stessa, Margot.

Quella Margot tanto cercata, voluta, desiderata, bramata, che era alienata, celata, nel personaggio di Maria Martini di “Un medico in famiglia”, ruolo che ha interpretato per quasi vent’anni e dal quale sembrava non ci fosse via d’uscita finché grazie a libri da lei letti, l’incontro con la morte, terapie d’urto, viaggi, corsi, cadute e rialzate riesce a ritrovare il giusto ritmo di respirazione di cui il suo corpo ha bisogno, mettendo al primo posto sé stessa, dopo atti di ribellione (sia nella vita reale, che in quella della fiction), come nella quinta stagione della serie parafrasando una sua battuta: “…Mi volete bene, lasciatemi in pace…”, ritrova la pace, la tranquillità e l’equilibrio.

 

Margot Sikabonyi, attraverso questo viaggio si spoglia lentamente, con fatica e dolore, dei panni di Maria Martini, perché sa che quella non è lei è solo un personaggio amato da tanti, ma che però non è reale e non è un caso che il suo profilo Instagram si chiami @therealmargot.

 

Un libro che si legge in mezza giornata nonostante la profondità dell’argomento e nel quale in molte pagine è facile ritrovare qualcosa che anche noi lettori abbiamo vissuto e proprio per questo è un libro che fa male, in quanto vero, autentico, dove Margot ora riesce a dire “NO” ad alta voce, quel NO che per anni si era negata o era rimasto un sussurro, che parla senza peli sulla lingua. Un libro, una guida, che va tenuto sempre sopra il comodino per essere letto e riletto, in quanto è una luce di speranza per chi sa leggerlo e soprattutto farlo suo!



domenica 12 luglio 2020

12 LUGLIO 2020

Sono trascorsi 17 anni, da quando hai lasciato la tua vita terrena per abbracciare la vita eterna, quella vita che prima o poi attende a tutti!
Oggi c’è un po’ di vento fuori e mi piace pensare all’idea che sei nel vento, un semplice modo per venirci a salutare e dirci sono ancora qui con voi, soprattutto finché sarò viva nei vostri cuori, ricordi ed emozioni. Mi piace anche pensare che ci guardi dall’alto e che in qualche modo nelle nostre situazioni difficili, ci sia il tuo aiuto per affrontarle al meglio; quanto vorrei che fossi ancora qui insieme a noi; ma non ci chiediamo mai, o quasi, se per te è lo stesso, magari preferisci essere dove sei ora e questo porta a riflettere su quanto siamo egoisti.

Ho avuto la fortuna di conoscerti, averti come nonna, e tutta la famiglia ha avuto la fortuna di averti per 80 anni circa; forse è questo che dobbiamo pensare, non alla tua morte o al fatto che non sei più tra noi, ma alla fortuna che abbiamo avuto di avere accanto a noi una persona speciale come te, anche se ci manchi tantissimo. Vorrei che tornassi tra noi, ed ecco che ritorna l’egoismo, te vorresti essere tra noi, ancora oggi? Sono cose che si danno per scontate e rispondiamo senza pensare sì, vorrebbe essere ancora tra noi e rispondiamo così per il semplice fatto che sappiamo quanto eri legata alla vita, quanto volevi vivere, ma forse è sbagliato pensarla così e non è giusto darlo per scontato.

Mi auguro con tutto il cuore che riposi in pace e che continui a fare la vita che vuoi, insieme al nonno, ai tuoi genitori, le tue sorelle, la tua famiglia che hanno lasciato questo mondo prima di te!

Ti voglio bene carissima nonna, come ho sempre voluto bene a tutti i miei nonni e se ti capita salutali da parte di tutti noi!

Domani sarebbe stato il tuo compleanno, quindi concludo facendoti gli auguri di buon compleanno! 

Tua nipote Jilly!

venerdì 2 febbraio 2018

DOMANDE E RISPOSTE

Quante domande prorompono in noi e hai nostri perché per poter capire e imparare di più.
Costantemente nell’arco della giornata, siamo circondati da situazioni che ci pongono dei quesiti; tanti, troppi e soprattutto ai quali non sappiamo dare una risposta, ma se la troviamo rimane il dubbio che essa sia quella esatta o sbagliata che sia, indipendentemente che ci compiaccia o meno.

Confrontandole tra loro le domande sono tante e le risposte sono troppo poche, soprattutto perché molte tardano ad arrivare oppure non arrivano affatto.

Che cosa fare allora?
Cercare le risposte, oppure rimanere nell’ignoto e andare avanti per la nostra strada?

Spesso per trovare delle risposte si lotta, ma a volte si arriva al punto in cui si è stufi di lottare di aspettare quelle risposte che non arrivano le quali ci tormentano, disturbano le nostre notti e la nostra vita quotidiana facendoci dimenticare del tutto o quasi cose importanti; oppure non si vuole avere alcuna risposta in quanto sappiamo per istinto che essa non sarà di nostro gradimento.

Tuttavia, la nostra curiosità ci porta in qualche modo a cercare quel perché per essere spronati e guidati, magari nella direzione giusta e farci comprendere le cose che sono importanti nella vita, dicendo basta di essere presi in giro, usati, maltrattati e umiliati.

Alla fine, così si decide di rimanere con i nostri perché e fare ciò che è giusto per noi stessi e le persone alle quali si vuole bene e che ci vogliono bene!

domenica 7 gennaio 2018

FARE SESSO COME GLI UOMINI

Nel mondo siamo 7 miliardi di persone ed ognuna di loro ha una vita sessuale più o meno attiva. Con una maggioranza di donne rispetto agli uomini, nonostante esse sono considerate il sesso debole, ma stanno recuperando terreno molto velocemente.
Per un uomo è molto più semplice fare sesso senza sentimento, senza coinvolgimento emotivo. A loro basta raggiungere l’orgasmo, cosa che difficilmente non riescono a raggiungere.
Per le donne rimane un po’ più difficile, perché nonostante riescano ad avere un rapporto senza sentimento non sempre raggiungono il massimo del piacere, ciò dovuto alla sua bravura oltre alla sua dotazione sessuale, oltre a rimanergli difficile, in quanto una donna mentre fa l'amore mette sempre un coinvolgimento emotivo.
Ma alla fine sia uomini, che donne scelgono di stare con una persona che le faccia sorridere!

sabato 6 gennaio 2018

LA RUOTA DI SCORTA

Capisco tutto, o almeno ci provo. Non ti rimprovero nulla, come ti dissi tempo fa i bambini vengono prima di ogni altra cosa ed è giusto che stai con loro.
Non ti ho chiesto niente, fin dall’inizio, ma fin dall’inizio stavo bene insieme a te, e tutt’ora sto bene insieme a te, altrimenti non continuerei a cercarti; si dice che quello che è importante è l’intensità e la qualità del tempo che si trascorre insieme, non la quantità, tuttavia non voglio trascorrere il tempo insieme a te con il cronometro.
La situazione è complicata lo so e comprendo pure che per te è più complicata della mia. Non possiamo frequentarci liberamente, non solo perché non abitiamo vicini, ma perché ci sono altri fattori lavorativi che lo impediscono sia a me, sia a te.
Gli altri giorni e soprattutto stamani dopo che ci siamo sentiti è aumentata in me la sensazione di essere per te una ruota di scorta, se non ti cerco io, te non mi cerchi mai. Sono stata una ruota di scorta e non solo, per anni con un’altra persona e non ho intenzione di esserlo di nuovo. Sono stanca, triste, abbattuta, ma con la determinazione di non fare gli errori del passato.
I tuoi comportamenti mi dicono che è giunto il tempo di andarmene e me ne andrò con le lacrime che iniziano a scendere dai miei occhi.
Anche se sarai libero non verrò da te oggi e non ti cercherò più, vivi la tua vita e io vivrò la mia.

Un bacio.

lunedì 1 gennaio 2018

HAPPY NEW YEAR

Tante, troppe cose sono successe in questo 2017, tante cose sono state guadagnate e perse, ma è arrivato un nuovo anno, un nuovo libro da scrivere, un nuovo lavoro, un nuovo amore, nuovi e vecchi sentimenti che si intrecciano e incrociano in un circolo vizioso dal quale non sembra esserci via d’uscita.

Un semplice messaggio capace di mandarci in KO, quando senti che quel è stato ancora non è finito e ciò che è iniziato ancora non è iniziato!

Chissà se mai avrà un inizio, e ciò che è terminato avrà mai il suo epilogo; quando pensi che non avresti mai creduto di poter perder la testa per quella persona, solo vedendo i suoi occhi, perché essi sono lo specchio dell’anima, un’anima che ha sofferto e che ha lottato e continua ad andare avanti perché non ha altra scelta, dall’altronde la nostra vita è l’unico segnale che non possiamo ignorare!
All’improvviso sei fuggito via, lasciando tante domande senza risposta, ora cosa resta di te?
Si sa solamente che non c’è più il profumo della tua pelle, il respiro di te sul visto, non c’è la tua bocca di fragola, non c’è il veleno di te sul cuore…
Si rimane qui immobili, incatenati a notti di follia, solo una vita non basta e anche l’estate ha le sue nuvole e te sei l’uragano capace di sconvolgere la vita di una persona, strappando i sogni hai noi giorni e te ne sei andato di corsa, perché?

Anno Nuovo vita nuova è così che si dice?
Spegnere il telefono, cambiare numero, rompere i contatti non serve a nulla, chi vuole ti cerca e ti ritrova e arriva come un fulmine a ciel sereno!

Ti domandi cosa fare e cosa non fare, la miglior soluzione, ASCOLTA IL TUO CUORE!


HAPPY NEW YEAR TO EVERYONE!

lunedì 25 dicembre 2017

L'ESSENZA DEL NATALE

Case addobbate a festa, intere città addobbate ed illuminate, alberi di Natale trasportati per 2000 miglia, centri commerciali pieni di gente in corsa contro il tempo, tavole imbandite, cene di lavoro con colleghi e clienti; cene con amici, conoscenti, fidanzati, amanti, parenti, figli, ecc.
Ci si rivede dopo tanto tempo, magari ci si conosce pochissimo, ma si saluta, si fanno gli auguri accompagnate da frasi di circostanza, i regali, si va a cena in caso d’invito.
Denaro che se ne va, tempo che se ne va, ma soprattutto tradizioni e valori che se ne vanno in questo mondo globalizzato dove ciò che conta è il pieno controllo del mondo.
Oggi 25 dicembre tutti: bambini e adulti attendono questo periodo dell’anno, ma effettivamente a quale scopo?
In linea generale i bambini per i doni e gli adulti per le ferie. Chi porta i doni? Gesù bambino o Babbo Natale? Voi genitori, quale favola avete raccontato ai vostri figli? Perché hanno il diritto di essere bambini attendere e sognare il Natale. Cosa che a non tutti di loro purtroppo è permesso!

Vi rendo triste durante uno dei giorni più belli e atteso dell’anno? Vi chiedo scusa, ma vi sottopongo una domanda: cosa è per voi il Natale? Qual è l’essenza del Natale?
Durante questa giornata, mentre scartate i regali, fate gli auguri e siete a tavola per il pranzo di Natale, ogni tanto chiedetevi qual è l’ESSENZA DEL NATALE!

TANTISSIMI AUGURI DI BUON NATALE!

lunedì 11 settembre 2017

11 SETTEMBRE 2001

In qualsiasi posto si entra la prima cosa che si dice è Buongiorno! Ma è veramente un buongiorno? 11 settembre 2011 crollarono le Torri Gemelli e fu colpito anche il Pentagono, uno dei posti più sicuri della terra! 2974 innocenti persero la vita, molta gente rimase scioccata. Oggi 17 anni dopo si ricorda questo evento, ma le vittime chi morirono rimangono troppo spesso solo dei numeri.


L'attacco alle Torri Gemelle e al Pentagono furono crea a tavolino semplicemente per un motivo economico! Lo dice la parola stessa fu colpito il Word Trade Center, non è stata una coincidenza fu creato per far ripartire l'economia del mondo, dall'altronde uno dei modi infallibili per far ripartire l'economia è la CORSA AGLI ARMAMENTI!

martedì 5 settembre 2017

LA PICCOLA MATITA DI DIO

5 Settembre 1997

Sono passati 20 anni dalla tua scomparsa. Tale notizia raggiunse tutto il mondo in brevissimo tempo. 
Io non mi ricordo di te, ero troppo piccola, ma mi hai donato il regalo più bello che potessi mai desiderare.
Dei genitori e una famiglia che dire stupenda è voler minimizzare; nemmeno nei miei sogni più meravigliosi avrei mai potuto desiderare tanto.

Quando ero piccola, circondata interamente da amore, pensavo che tutto ciò fosse solo uno splendido sogno e che mi sarei risvegliata dove abitavo alla Children’s House insieme agli altri bambini, ma non pensavo alla delusione perché il sogno fosse terminato svegliandomi, anzi non vedevo l’ora di condividerlo con gli altri bambini per poter regalare anche a loro la meraviglia di avere una famiglia che li circondasse, di amore, affetto, valori e benessere…

Tuttavia quando si parla di benessere, non ci si riferisce solo al benessere materiale in termini economici, soprattutto se non è accompagnato da altre cose. Puoi essere la persona più ricca di questo mondo, ma anche la più triste. Una settimana prima di te morì Lady D, (31 Agosto 1997) lei era veramente benestante, ma aveva bisogno di qualcosa di più, quel qualcosa che non puoi acquistare con nessun tipo di moneta. Donare amore! Infatti, si occupò costantemente di opere benefiche, tra eventi mondani e vita privata.

Te invece, “Piccola matita di Dio” lo hai fatto per tutta la tua vita, prendevi i lebbrosi in casa tua, i malati, i bambini abbandonati. Li curavi, gli davi cibo, acqua, riparo, li amavi e se non potevi fare più niente per loro li tenevi con te, dandogli un posto dove potevano lasciare questo mondo in pace e circondati di amore e soprattutto non li facevi morire da soli.

Nonostante tutto ciò però ti sentivi di non valere niente ed eri arrabbiata con Dio, anche se per te le giornate avevano un tempo indefinito. Ti occupavi di ogni piccola cosa, dal cullare il bambino che piangeva, curare il malato, andare in giro per le strade di Calcutta ad aiutare i bisognosi, fino alla contabilità.

Sei andata contro tutto e tutti per fare ciò che hai fatto, perché era quello che desideravi e penso che nessun altro sia in grado di mantenere intatta la perseveranza che hai avuto, partendo completamente da zero. Hai creato un’organizzazione, una macchina operativa attiva 24 ore su 24 diffusa in tutto il mondo e ancora oggi esistente. Hai creato perfino delle divise per essere riconosciute ovunque come portatrici di pace, amore e gioia, dall’altronde tutto partì proprio da lì, dalla CITTÀ DELLA GIOIA!




CONTINUA A RIPOSARE IN PACE PICCOLO E GRANDE ANGELO E SCUSAMI TANTO PER NON ESSERE STATA ALL’ALTEZZA PER IL GRANDE DONO CHE MI HAI REGALATO!

domenica 13 agosto 2017

LA MORTE NEL CUORE


È buio, è giorno, c’è il sole, piove…
Non importa, quando senti quel dolore nel cuore, quell’inquietudine nell’anima, non ha importanza di cosa ci sia lì fuori, fuori nel mondo, fra la gente, in mezzo alla città; da un lato vorresti uscire, fregartene di tutto e di tutti, essere forte, affrontare i tuoi problemi, lasciarli a casa e uscire, ma poi ti accorgi che sei ancora a letto, che non riesci ad alzarti. Rimani ore immobile, a pensare, a piangere, rigirandoti nel letto, rimanendo in uno stato di torpore dal quale non riesci a riprenderti, piangi e non sai perché, sai solo che non vuoi fare niente, non solo perché non riesci, vuoi solo lasciarti andare, stare sola, anche se la solitudine a volte diviene insopportabile, ma preferisci stare sola piuttosto che con false compagnie, o non essere di compagnia.

Conosci il tuo dolore, ma non sai se gli altri potrebbero comprenderlo. Sorridi, quando sei costretta a farlo, ma nessuno sa che vivi costantemente con LA MORTE NEL CUORE e vuoi che nessuno lo sappia, con la consapevolezza di esser diventata bipolare.

Sola a casa, non importa in quale città, il tuo passato ti perseguita, più cerchi di sfuggirgli più ti viene a cercare e vuoi stare sola perché può capire solo chi ha vissuto il tuo stesso dolore è entrato nel tuo stesso tunnel, ne è uscito, è ancora dentro, non ne farà mai più ritorno, sono questi i pensieri di chi sta affrontando i propri demoni.

Vorresti essere forte, migliore, non tanto per te, ma per chi tiene veramente a te, anche se conoscono la tua storia, il tuo passato, le tue sofferenze, le tue lotte, ma troppo spesso tutto sembra inutile, anche quando riesci ad alzarti da quel letto e riuscire a fare quel qualcosa anche se poco ma costruttivo e ti senti comunque di non aver realizzato niente.

Si vuole rimanere soli, perché così ci si può nascondere al mondo, lasciare che il dolore prenda il sopravvento, piangere per quella persona che non merita un millesimo di ciò che sei, farsi sopraffare dal proprio passato, piangere per cose fatte di cui te non hai alcuna colpa e meriteresti solo di essere un po’ compresa.

Non vuoi compassione, solo non essere presa in giro, essere capita, avere qualcuno al tuo fianco che abbia la tua stessa pazienza, che non ti giudichi, che abbia il coraggio di dirti le cose in faccia, senza giri di parole, che non t’illuda e che ti aiuti nei momenti in cui sei più debole, come te che cerchi di essere un aiuto nonostante hai LA MORTE NEL CUORE!


Quella MORTE NEL CUORE, con la quale, volendo o non volendo hai imparato e stai imparando a conviverci, perché non si uscirà mai da quel tunnel nel quale si è entrati, si può solo lottare ogni secondo, ogni minuto, ogni ora, ogni giorno della vita che rimane da vivere!

mercoledì 12 luglio 2017

12 LUGLIO 2003, ORA DEL DECESSO ORE 14:00

12 Luglio 2003

Non dimenticherò mai quel giorno e  quell’estate.

1 Luglio 2003

La mattina del 1 luglio 2003 entrassi in ospedale, la mattina del giorno seguente eri pronta per entrare in sala operatoria, soprattutto a livello morale. Eri pronta per affrontare quell’intervento, pericoloso, critico, rischioso, ma allo stesso tempo, esso ti avrebbe permesso di continuare la tua vita con minori problemi. Nessuno ti costrinse, nemmeno con il pensiero, anzi, zia la sera prima ti disse: “Se vuoi ripensarci, non sei obbligata”!


Quanto desidererei avere un briciolo della tua saggezza, del tuo coraggio, della tua forza, invece…


2 Luglio 2003

Mi alzai verso le 8 o 9 del mattino, papà lavorava e mamma e zia erano con te in ospedale.  Io ero a casa, dovevo studiare per prepararmi a un esame, ma quella mattina non ero in grado di fare niente, feci il minimo indispensabile, misi solo un po’ a posto casa, nient’ altro. Soprattutto quella mattina non riuscivo e non volevo pensare, forse egoisticamente, ma se pensavo a ciò che stavi affrontando in quegli istanti, mi mancava l’aria.

Purtroppo le cose non andarono come dovevano andare. Appena entrasti in sala operatoria avesti un forte attacco d’ischemia che portò a un totale cambio di “rotta” da parte dei medici i quali si trovarono davanti a loro una situazione molto più grave del previsto, decidendo immancabilmente per un intervento totalmente diverso.

Ore 13:00 il telefono di casa squilla, rispondo, era mamma che telefonava per avvertici che purtroppo c’erano state delle complicazioni durante l’intervento. Mio padre e zio partirono di corsa in ospedale io rimasi a casa.

Ti raggiunsi qualche ora dopo in ospedale e ti vidi poco dopo che uscivi dalla sala operatoria per essere trasportata in terapia intensiva. Eri in coma e piena di fili e attaccata a una macchina che ti teneva in vita.

È strano che il ricordare la drammaticità di quegli avvenimenti, non mi venga da piangere, forse, versai tutte le lacrime in quei momenti, o forse sto cercando di essere forte come lo eri te.

Non so cosa succede quando si entra in coma, ma forse hai potuto vedere, in qualche modo, la mia fragilità, la mia debolezza.

In terapia intensiva sono ammesse due visite al giorno, a pranzo e cena. Ti fanno indossare, copri scarpe, cuffia per la testa e ti fanno guardare attraverso un vetro. Era l’unico modo per poterti vedere e starti vicino, oltre che con il pensiero, il cuore e l’amore che tutt’ora proviamo per te. Però ti misero distante dal quel vetro e noi non riuscivamo a vederti bene.

12 Luglio 2003

Ogni giorno dal 2 luglio all’11 luglio venivamo in ospedale a farti visita, ma te eri sempre in quel letto, ferma immobile, dormiente! Ci fu solo un giorno che forse ci fu un mimino di speranza che ti fossi svegliata, al quale tutti ci aggrappammo, purtroppo inutilmente.
Da quel sonno profondo non ti svegliasti più!

Ore 13:00 del 12 luglio 2003, squillo del telefono di casa, altra corsa di papà e zio in ospedale. La situazione, dopo dieci giorni non aveva avuto e non prevedeva miglioramenti. I medici chiesero ai miei genitori e i miei zii di prendere una decisione definitiva, (forse la più difficile di tutta la loro vita), almeno fino a quel momento. Staccare la spina di quella macchina che per 10 giorni ti tenne in “vita”, oppure aspettare un tuo agognato risveglio. Non sapevano quali sarebbero state le conseguenze se ti fossi risvegliata; durante l’attacco d’ischemia e l’intervento, persi molto sangue e ti mancò l’ossigeno al cervello per non si sa esattamente quanto tempo, sappiamo solo che il giorno dopo chiusero tutte le sale operatorie dei principali ospedali della città, perché finirono le riserve di sangue per salvarti la vita.

Anche quel giorno arrivai in ospedale qualche ora dopo, non c’era differenza tra il 2 luglio e il 12, era pieno di parenti e conoscenti, perché te avevi avvertito tutti, infatti i telefoni di casa nostra e degli zii squillavano ininterrottamente.

Mio padre mi fermò appena uscii dall’ascensore.
Non c’eri più, il sonno profondo in cui eri caduta non ti riportò più indietro. Scoppiai a piangere, ma pensai due cose:
-        La prima fu che il giorno dopo sarebbe stato il tuo compleanno e speravano tutti che ci avresti fatto una splendida sorpresa risvegliandoti, perché sapevamo quanto eri forte.
-        La seconda fu che speravo e spero ancora oggi, che non hai sentito nemmeno l’ombra di un minimo dolore, che te ne sei andata via addormentandoti semplicemente, perché non meritavi di morire, ma soprattutto non meritavi di soffrire e che da quel momento in poi saresti tornata insieme al nonno.

12 Luglio 2017


Sono passati Quattordici anni d’allora e la tua assenza è sempre presente, ma con un giorno di anticipo di faccio i più sinceri e sentiti auguri di buon compleanno, ringraziandoti di starci sempre vicino, perché so che anche se te ne sei andata, forse perché era arrivato il tuo momento, per noi è stata una grandissima fortuna averti potuto conoscere, soprattutto per me e averti avuto vicino per tutti i tuoi anni terreni. So che te sei ancora accanto a tutti noi!

sabato 29 aprile 2017

UMBRIA, LA REGIONE TERREMOTATA MENO SICURA DI TUTTE!

Se state prevedendo di trascorrere qualche giorno di relax in Umbria, denominato il “Cuore verde d’Italia”, cambiate direzione. Nella notte del 28 Aprile 2017 sono state avvertite nuove forti scosse di terremoto di magnitudo fino a 4.1.

L’Umbria, purtroppo non è più una regione sicura, né per viverci, né per le vacanze. Diffidate da chi (soprattutto albergatori) vi dicono che la regione è sicura, anzi tutt’altro. Chi vi vive non può fare altrimenti, ma voi turisti, avete la piena libertà di scegliere altre mete e destinazioni per le vostre vacanze, innanzitutto più sicure, ma soprattutto più belle dell’Umbria.


Il turismo in Umbria è fermo già da anni e non a causa del terremoto, tuttavia ultimamente le ripetute e forti scosse l’hanno messo a terra. Non è colpa di nessuno è solo Madre Natura che ha deciso così, perciò se non volete tornare a casa dalle vostre vacanze dentro una bara, (le ultime forti scosse di terremoto hanno fatto più di 300 vittime), cambiate rotta e lasciate che l’Umbria cada nel suo inevitabile destino.

29 APRILE 2017.