domenica 13 agosto 2017

LA MORTE NEL CUORE


È buio, è giorno, c’è il sole, piove…
Non importa, quando senti quel dolore nel cuore, quell’inquietudine nell’anima, non ha importanza di cosa ci sia lì fuori, fuori nel mondo, fra la gente, in mezzo alla città; da un lato vorresti uscire, fregartene di tutto e di tutti, essere forte, affrontare i tuoi problemi, lasciarli a casa e uscire, ma poi ti accorgi che sei ancora a letto, che non riesci ad alzarti. Rimani ore immobile, a pensare, a piangere, rigirandoti nel letto, rimanendo in uno stato di torpore dal quale non riesci a riprenderti, piangi e non sai perché, sai solo che non vuoi fare niente, non solo perché non riesci, vuoi solo lasciarti andare, stare sola, anche se la solitudine a volte diviene insopportabile, ma preferisci stare sola piuttosto che con false compagnie, o non essere di compagnia.

Conosci il tuo dolore, ma non sai se gli altri potrebbero comprenderlo. Sorridi, quando sei costretta a farlo, ma nessuno sa che vivi costantemente con LA MORTE NEL CUORE e vuoi che nessuno lo sappia, con la consapevolezza di esser diventata bipolare.

Sola a casa, non importa in quale città, il tuo passato ti perseguita, più cerchi di sfuggirgli più ti viene a cercare e vuoi stare sola perché può capire solo chi ha vissuto il tuo stesso dolore è entrato nel tuo stesso tunnel, ne è uscito, è ancora dentro, non ne farà mai più ritorno, sono questi i pensieri di chi sta affrontando i propri demoni.

Vorresti essere forte, migliore, non tanto per te, ma per chi tiene veramente a te, anche se conoscono la tua storia, il tuo passato, le tue sofferenze, le tue lotte, ma troppo spesso tutto sembra inutile, anche quando riesci ad alzarti da quel letto e riuscire a fare quel qualcosa anche se poco ma costruttivo e ti senti comunque di non aver realizzato niente.

Si vuole rimanere soli, perché così ci si può nascondere al mondo, lasciare che il dolore prenda il sopravvento, piangere per quella persona che non merita un millesimo di ciò che sei, farsi sopraffare dal proprio passato, piangere per cose fatte di cui te non hai alcuna colpa e meriteresti solo di essere un po’ compresa.

Non vuoi compassione, solo non essere presa in giro, essere capita, avere qualcuno al tuo fianco che abbia la tua stessa pazienza, che non ti giudichi, che abbia il coraggio di dirti le cose in faccia, senza giri di parole, che non t’illuda e che ti aiuti nei momenti in cui sei più debole, come te che cerchi di essere un aiuto nonostante hai LA MORTE NEL CUORE!


Quella MORTE NEL CUORE, con la quale, volendo o non volendo hai imparato e stai imparando a conviverci, perché non si uscirà mai da quel tunnel nel quale si è entrati, si può solo lottare ogni secondo, ogni minuto, ogni ora, ogni giorno della vita che rimane da vivere!

mercoledì 12 luglio 2017

12 LUGLIO 2003, ORA DEL DECESSO ORE 14:00

12 Luglio 2003

Non dimenticherò mai quel giorno e  quell’estate.

1 Luglio 2003

La mattina del 1 luglio 2003 entrassi in ospedale, la mattina del giorno seguente eri pronta per entrare in sala operatoria, soprattutto a livello morale. Eri pronta per affrontare quell’intervento, pericoloso, critico, rischioso, ma allo stesso tempo, esso ti avrebbe permesso di continuare la tua vita con minori problemi. Nessuno ti costrinse, nemmeno con il pensiero, anzi, zia la sera prima ti disse: “Se vuoi ripensarci, non sei obbligata”!


Quanto desidererei avere un briciolo della tua saggezza, del tuo coraggio, della tua forza, invece…


2 Luglio 2003

Mi alzai verso le 8 o 9 del mattino, papà lavorava e mamma e zia erano con te in ospedale.  Io ero a casa, dovevo studiare per prepararmi a un esame, ma quella mattina non ero in grado di fare niente, feci il minimo indispensabile, misi solo un po’ a posto casa, nient’ altro. Soprattutto quella mattina non riuscivo e non volevo pensare, forse egoisticamente, ma se pensavo a ciò che stavi affrontando in quegli istanti, mi mancava l’aria.

Purtroppo le cose non andarono come dovevano andare. Appena entrasti in sala operatoria avesti un forte attacco d’ischemia che portò a un totale cambio di “rotta” da parte dei medici i quali si trovarono davanti a loro una situazione molto più grave del previsto, decidendo immancabilmente per un intervento totalmente diverso.

Ore 13:00 il telefono di casa squilla, rispondo, era mamma che telefonava per avvertici che purtroppo c’erano state delle complicazioni durante l’intervento. Mio padre e zio partirono di corsa in ospedale io rimasi a casa.

Ti raggiunsi qualche ora dopo in ospedale e ti vidi poco dopo che uscivi dalla sala operatoria per essere trasportata in terapia intensiva. Eri in coma e piena di fili e attaccata a una macchina che ti teneva in vita.

È strano che il ricordare la drammaticità di quegli avvenimenti, non mi venga da piangere, forse, versai tutte le lacrime in quei momenti, o forse sto cercando di essere forte come lo eri te.

Non so cosa succede quando si entra in coma, ma forse hai potuto vedere, in qualche modo, la mia fragilità, la mia debolezza.

In terapia intensiva sono ammesse due visite al giorno, a pranzo e cena. Ti fanno indossare, copri scarpe, cuffia per la testa e ti fanno guardare attraverso un vetro. Era l’unico modo per poterti vedere e starti vicino, oltre che con il pensiero, il cuore e l’amore che tutt’ora proviamo per te. Però ti misero distante dal quel vetro e noi non riuscivamo a vederti bene.

12 Luglio 2003

Ogni giorno dal 2 luglio all’11 luglio venivamo in ospedale a farti visita, ma te eri sempre in quel letto, ferma immobile, dormiente! Ci fu solo un giorno che forse ci fu un mimino di speranza che ti fossi svegliata, al quale tutti ci aggrappammo, purtroppo inutilmente.
Da quel sonno profondo non ti svegliasti più!

Ore 13:00 del 12 luglio 2003, squillo del telefono di casa, altra corsa di papà e zio in ospedale. La situazione, dopo dieci giorni non aveva avuto e non prevedeva miglioramenti. I medici chiesero ai miei genitori e i miei zii di prendere una decisione definitiva, (forse la più difficile di tutta la loro vita), almeno fino a quel momento. Staccare la spina di quella macchina che per 10 giorni ti tenne in “vita”, oppure aspettare un tuo agognato risveglio. Non sapevano quali sarebbero state le conseguenze se ti fossi risvegliata; durante l’attacco d’ischemia e l’intervento, persi molto sangue e ti mancò l’ossigeno al cervello per non si sa esattamente quanto tempo, sappiamo solo che il giorno dopo chiusero tutte le sale operatorie dei principali ospedali della città, perché finirono le riserve di sangue per salvarti la vita.

Anche quel giorno arrivai in ospedale qualche ora dopo, non c’era differenza tra il 2 luglio e il 12, era pieno di parenti e conoscenti, perché te avevi avvertito tutti, infatti i telefoni di casa nostra e degli zii squillavano ininterrottamente.

Mio padre mi fermò appena uscii dall’ascensore.
Non c’eri più, il sonno profondo in cui eri caduta non ti riportò più indietro. Scoppiai a piangere, ma pensai due cose:
-        La prima fu che il giorno dopo sarebbe stato il tuo compleanno e speravano tutti che ci avresti fatto una splendida sorpresa risvegliandoti, perché sapevamo quanto eri forte.
-        La seconda fu che speravo e spero ancora oggi, che non hai sentito nemmeno l’ombra di un minimo dolore, che te ne sei andata via addormentandoti semplicemente, perché non meritavi di morire, ma soprattutto non meritavi di soffrire e che da quel momento in poi saresti tornata insieme al nonno.

12 Luglio 2017


Sono passati Quattordici anni d’allora e la tua assenza è sempre presente, ma con un giorno di anticipo di faccio i più sinceri e sentiti auguri di buon compleanno, ringraziandoti di starci sempre vicino, perché so che anche se te ne sei andata, forse perché era arrivato il tuo momento, per noi è stata una grandissima fortuna averti potuto conoscere, soprattutto per me e averti avuto vicino per tutti i tuoi anni terreni. So che te sei ancora accanto a tutti noi!

sabato 29 aprile 2017

UMBRIA, LA REGIONE TERREMOTATA MENO SICURA DI TUTTE!

Se state prevedendo di trascorrere qualche giorno di relax in Umbria, denominato il “Cuore verde d’Italia”, cambiate direzione. Nella notte del 28 Aprile 2017 sono state avvertite nuove forti scosse di terremoto di magnitudo fino a 4.1.

L’Umbria, purtroppo non è più una regione sicura, né per viverci, né per le vacanze. Diffidate da chi (soprattutto albergatori) vi dicono che la regione è sicura, anzi tutt’altro. Chi vi vive non può fare altrimenti, ma voi turisti, avete la piena libertà di scegliere altre mete e destinazioni per le vostre vacanze, innanzitutto più sicure, ma soprattutto più belle dell’Umbria.


Il turismo in Umbria è fermo già da anni e non a causa del terremoto, tuttavia ultimamente le ripetute e forti scosse l’hanno messo a terra. Non è colpa di nessuno è solo Madre Natura che ha deciso così, perciò se non volete tornare a casa dalle vostre vacanze dentro una bara, (le ultime forti scosse di terremoto hanno fatto più di 300 vittime), cambiate rotta e lasciate che l’Umbria cada nel suo inevitabile destino.

29 APRILE 2017.

mercoledì 8 marzo 2017

MITO DELLA FESTA DELLA DONNA

Oggi mercoledì 8 marzo 2017, quante donne si sono già organizzate da giorni per festeggiare la FESTA DELLA DONNA! Un’uscita serale di sole donne, per molte delle quali sarà una serata all’insegna del divertimento e della trasgressione, dove i loro uomini rimarranno a casa, oppure si organizzeranno tra di loro e le donne questa sera saranno libere!

Ma, la maggior parte delle donne già impegnate sentimentalmente sono veramente libere, se per poter uscire con le proprie amiche devono aspettare un anno? Non direi proprio che sono libere, il che significa che c’è ancora molto da lottare e da conquistare, come fecero le nostre antenate.

Sfatiamo il mito che l’origine della FESTA DELLA DONNA deriva per ricordare i 146 lavoratori (per lo più donne immigrate), che morirono nell’incendio della fabbrica Triangle di New York, festa istituita nel 1908, ma tutto questo è solo leggenda! Anche perché l’incendio nella fabbrica Newyorkese accadde il 25 marzo del 1911, così nacque il mito della Cotton.

La Giornata Internazionale della Donna nacque ufficialmente negli States il 28 febbraio del 1909 e a istituirla fu il Partito Socialista americano, che in quella data organizzò una grande manifestazione in favore del diritto delle donne al voto.

L’8 marzo entrò nella storia per la prima volta nel 1917, quando le donne di San Pietroburgo scesero in piazza per chiedere fine alla guerra, dando il via alla “Rivoluzione Russa di Febbraio”.



In Italia la FESTA DELLA DONNA iniziò a essere celebrata dal 1922 con la stessa connotazione politica e rivendicazione sociale.
Nel 1945 tale iniziativa prese ancora più vigore, quando l’Unione Donne in Italia, formata da donne del Pci, Psi, Partito d’Azione, Sinistra Cristiana e Democrazia del Lavoro celebrò la Giornata della Donna nelle zone dell’Italia già libere dal fascismo.
Negli anni successivi la Giornata della Donna è diventata occasione e momento simbolico di rivendicazione dei diritti femminili (dal divorzio, alla contraccezione, fino alla legalizzazione dell’aborto) tutti diritti ai quali le nostre antenate donne lottarono anche a costo della loro stessa vita.

Come simbolo della FESTA DELLA DONNA fu scelta la Mimosa perché è un fiore che fiorisce proprio nel periodo di Marzo.

Anche se le donne non hanno mai smesso di scendere in campo armate, tuttavia, c’è ancora molto da lottare, basta ricordare i fatti di femminicidio, i salari delle donne più bassi rispetto a quelli degli uomini e le varie discriminazioni nei luoghi di lavoro nei confronti delle donne, rispetto agli uomini, solo per citarne alcuni.


Tanti auguri a tutte le DONNE, soprattutto alle DONNE che non si sono mai arrese, che nonostante tutti i problemi e le difficoltà continuano a lottare scegliendo di essere PADRONE DEL PROPRIO DESTINO E CAPITANE DELLA PROPRIA ANIMA…

domenica 30 ottobre 2016

QUAKE



Amatrice dopo il sisma del 24 agosto 2016
Immagini indelebili rimarranno scolpite negli occhi delle persone che in pochi minuti hanno perso tutto ciò che avevano, dopo aver lavorato, lottato, rinunciato per quasi tutta la vita, per avere una casa propria. Molti di loro non l’avranno mai più, altri forse riusciranno ad averne un’altra, ma non sarà mai la stessa cosa. 

La scossa di stamani alle 7:41 di magnitudo 6.5, e le altre che hanno colpito il centro Italia nei giorni precedenti hanno reso inagibili edifici, abitazioni e distrutto la vita di molte persone. 
Le case, gli edifici possono essere ricostruiti, la vita delle persone no. Ad Amatrice, il sisma del 24 agosto ha causato la morte di 295 persone! I loro familiari non hanno perso solo la casa, ma anche i loro cari, che non torneranno mai più.

Rivedo ancora scolpite nei miei occhi le immagini del terremoto del 1997, come le vedono e continueranno a vederle queste persone e niente e nessuno potrà mai cancellarle. 

Al diavolo le cose materiali, pensiamo all’animo di queste persone, soprattutto di chi ha perso non solo la casa, ma soprattutto i propri cari.

Viviamo in una terra sismica e l’unica cosa che si può fare è prendere coscienza di ciò, non si può andare contro natura e a volte se si prova ad andarci contro essa si rivolta!

Abituiamoci e prepariamoci all’idea che il territorio italiano non è sicuro e per quante cose possiamo fare se la natura vuole distruggercoi ha il potere di farlo!


Città intere rase al suolo, centinaia di persone senza più un tetto sulla testa e alcuni di loro senza i propri cari e alcuni anche senza un lavoro, edifici storici in piedi da millenni sbriciolati in pochi secondi, case ed edifici inagibili, persone anziane, ma non solo, che non vogliono lasciare il loro paese, dove una volta c’era la loro vita!

Crollo della Basilica superiore di Assisi del terremoto del settembre1997

venerdì 9 settembre 2016

BUIO

Ti ho amato così tanto, così come nel tempo ho continuato e in fondo continuo ancora ad amarti!

Mi hai aperto le porte di casa quando arrivai e ogni singolo istante ho provato sempre un amore spassionato per te… ogniqualvolta sentivo il tuo nome! 

Ti ho scelto, più di una volta, ma te non mi hai mai voluto accanto e insieme a te. Che cosa ti ho fatto? Perché mi hai rifiutato? Sarei rimasta a qualsiasi costo, arrivando a sceglierti sempre, nel bene e nel male, anche per l’eternità!

Giorni bellissimi ho trascorso insieme a te, ma anche altrettanti brutti e il ricordo di entrambi me li porterò con me per sempre, ogni volta che sentirò il tuo nome, che sentirò parlare di te.

Mi hai distrutto giorno dopo giorno, portandomi anche ad odiarti e ti odio perché ti amo, ma te non mi hai mai amato.

Me ne sto andando, è questo ciò che vuoi, me lo hai dimostrato in ogni modo, ma io consapevolmente ho voluto ignorarlo, ho lottato, volevo rimare insieme a te, costruire qualcosa, fare qualcosa per te, ma non me lo hai mai permesso!


Penserai che sono una vigliacca, che non ho lottato abbastanza; ora però sono stanca, delusa, triste, abbattuta. Ti chiedo scusa per aver fallito, per non essere stata alla tua altezza, evidentemente per me sei troppo e io sono poco per te, ora è giunto il momento di lasciarti vivere la tua vita e per me di andarmene!


mercoledì 7 settembre 2016

BUON VIAGGIO!

Non ti ho salutato, scusami tanto, giustificazioni non le ho e ora non servirebbero a niente.
Anche se non ci siamo frequentate molto, sono stata molto contenta di averti conosciuta e sono sicura che hai lasciato un bellissimo ricordo a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di averti vicino e di averti conosciuta molto più di me!

Ma ora non ci sei più, so che hai sofferto e mi spiace tantissimo; te ne sei andata lasciando anche dentro di me un grande vuoto e immagino quale vuoto hai lasciato alle persone tue più care.

Ti sei addormentata, spero dolcemente, volando in cielo attraversando le stelle, ora sei in un bel posto, magari insieme a quel tuo figlio che non ho mai conosciuto, ma del quale ho sentito parlare tante volte, da te amatissimo, che purtroppo hai perso troppo presto. 

Spero che ora lo hai potuto riabbracciare e stare insieme a lui per l’eternità, così come ad altri tuoi cari che in tempi remoti hai perso. 

Noi ora siamo qui, il vento continua a soffiare, l’acqua continua scorrere, i nostri cuori continuano a battere…forse purtroppo, ma la vita va avanti, ma quando guarderò il cielo saprò che una di quelle stelle sarai te, insieme alle altre e se ti capita d’incontrare i miei nonni salutameli, per favore, grazie.


Fai buon viaggio!