martedì 15 marzo 2016

ABBRACCI

Erano lì, uno di fronte all'altro, nessuno dei due proferiva parola… erano pieni di paura, ma entrambi erano coscienti che il coraggio non è la mancanza di paura, ma la consapevolezza che esiste qualcosa che è più importante della paura stessa! 

D'istinto si strinsero in un abbraccio, intenso, profondo, sincero…
Tutto il resto non esisteva, non sentivano il rumore delle macchine passare e le voci dei passanti.

L'abbraccio iniziò ad essere accompagnato da dolci baci, carezze e sguardi. Staccatisi, si guardarono negli occhi, ma nonostante la bellezza racchiusa in quell'abbraccio i loro occhi erano tristi racchiudendo e conservando in sé un passato, ancora sconosciuto a entrambi.

Gli occhi sono lo specchio dell'anima e nel silenzio più totale lo diventano ancora di più e anche solo un gesto, uno sguardo parlano più di mille parole!

In quel momento era il silenzino a parlare; esso parlava delle loro paure, delle insicurezze, di come erano diventati in seguito al proprio passato, alle proprie delusioni, alle umiliazioni subite, che con il tempo li hanno portati a chiudere il loro cuore, ma se erano là insieme in quel momento, era perché in fondo in fondo non avevano rinunciato del tutto a quel qualcosa definito: affetto, bene, amore… 

Il silenzio fu interrotto dalla cognizione che nessuno dei due poteva giudicare l'altro. 

Perché prima di giudicare bisogna aver indossato le scarpe dell'altro e aver percorso lo stesso cammino; vivere il dolore che è stato vissuto e cadere nello stesso punto e rialzarsi come l'altro ha fatto, ma forse a differenza di quanto affermava Pirandello anche in questi casi, non è sempre vero che si acquisisce il diritto di giudicare!

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