venerdì 19 febbraio 2016

TRADIMENTI

Una mattina seduta in bar a bere un cappuccino, notai una coppia non giovanissima, avranno avuto intorno ai 50 circa. Erano molto affiatati, con molte effusioni in pubblico, molte attenzioni da parte di lui, e lei completamente persa nei sui modi dolci e gentili, erano molto carini da osservare. Tuttavia c'era qualcosa in loro che non convinceva.

Pensando e riflettendo mi sono chiesta il perché di questo grande affiatamento, quando ci sono coppie giovanissime, sposate o che convivono, anche da poco tempo, le quali non hanno questo grande affiatamento. La conclusione alle mie riflessioni fu che loro erano una coppia clandestina, si vedevano ogni mattina alla stessa ora nello stesso bar.

L'infedeltà forse fa parte della natura umana, come il bisogno di avere una persona tutta per sé al proprio fianco.
Nonostante si sta bene con la persona che si frequenta o con la quale si è sposati, sia lui che lei spesso si trovano a cercare qualcosa di più, e quindi a concedersi qualche "scappatella" fuori dal rapporto ufficiale.

Ma che cosa è che porta al tradimento?
I motivi possono essere tanti, la monotonia del rapporto, la voglia di trasgressione, il non sentirsi completamente appagate sessualmente, la distanza della persona amata, il sentirsi trascurati, il volersi sentire liberi da legami impegnativi, la vergogna di sperimentare con il proprio partner le proprie fantasie soprattutto sotto le lenzuola, l'eccitazione di una cosa nuova… ma in genere quando si arriva a tradire una persona la colpa è sempre di entrambi, non di uno solo.

Chi tradisce è quasi completamente sicuro che il partner non saprà mai niente ed è spinto maggiormente dall'eccitazione che provoca nascondere la propria relazione clandestina. Ci si incontra in orari diversi, si fa l'amore in orari "insoliti" e in posti "insoliti", e questo è una delle parti che affascina il continuare la relazione clandestina, anche se è nata per caso, o per sbaglio! Spesso poi si ha anche più di un'amante proprio per il fatto che il rapporto clandestino non implica in sé un legame stretto che "impone" una relazione seria.

Quando si tradisce, si cerca una ragione per discolparsi, e in genere si addossa in qualche modo la colpa al partner, spesso è vero, ma qual'è il confine tra l'essere realmente colpevoli o essere vittima? 
Nei tradimenti questo confine è molto sottile. Chi tradisce in genere non ha paura di perdere la persona che ama, o anche se la perde, sa che ne può fare a meno.


Nel momento in cui si frequenta seriamente una persona non bisogna camminare con i paraocchi e non guardare o fare apprezzamenti su un bel ragazzo o una bella ragazza, ma personalmente non vedo una logica corretta nel tradimento, se si tradisce è perché si vuole qualcosa che anche se non si riesce a mettere a fuoco, ci riesce il nostro inconscio e per questo si arriva a tradire, ma a mio parere tradire vuol dire perdere la fiducia prima di tutto in sé stessi e nel proprio partner, e quando si perde questa fiducia è meglio rimanere soli, farsi le proprie scappatelle senza dover rendere conto a nessuno e soprattutto senza ferire nessuno, perché quando si ama veramente una persona si parla, senza essere ossessivi; si parla dei propri problemi, dei timori, delle fantasie, di tutto ciò che passa per la testa, per condividere tutto insieme normalmente!

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