“…La funzione
dell’ELETTO è quella di tornare alla sorgente permettendo una temporanea
distribuzione del codice di cui si è portatore e il ripristino del programma
originale…”
I termini dell’equazione originale sono stati alterati e di
conseguenza, in un tempo e uno spazio indefiniti, l’equilibrio della stessa è
stato alterato.
Conoscere tempo e spazio esatti fondamentalmente non sono di
grande importanza per la risoluzione dell’equazione, l’importante è sapere… un
sapere che costringe l’ELETTO a un lungo e tortuoso viaggio alla scoperta non
di un perché o di una ragione, ma di una CAUSA: l’elemento che ha alterato
quell’equazione.
L’ELETTO non sarà del tutto solo ad affrontare questo
viaggio, in quanto, sarà affiancato da protettori e da nemici, essi cambieranno
secondo la propria prospettiva di visione che sarà influenzata anche dai loro
modi di agire; tuttavia, durante il viaggio, egli non sarà in grado né di
rispondere ad altre richieste, né di comprendere ulteriormente.
Il viaggio verso la COGNIZIONE attraverso i processi che
governano la vita di tutti i giorni, i quali comprendono: la memoria,
l’esperienza e la percezione, può essere intesa anche come una battaglia e qui
entra in gioco un altro elemento fondamentale che altera l’equilibrio
dell’equazione ed è la PAURA, ma non di non essere all’altezza, o di non
trovare la forza, ma paura dell’IGNOTO. Trovare ciò che si cela hai nostri
occhi è l’elemento in grado di dare la forza per scendere in campo con il più
grande dei poteri, ed essere in grado di lottare, ogni secondo, ogni minuto,
ogni ora e ogni giorno della vita.
Per adempiere questa funzione l’ELETTO ha bisogno che, sia
lui stesso, sia i suoi protettori liberino la mente per allontanare quella
lente d’ingrandimento che impedisce di intraprendere tale viaggio, in quanto
ostruisce la visione d’insieme. Ciò che è importante non è la CONSEGUENZA, ma è
la CAUSA, perché mentre la CONSEGUENZA può essere lasciata al caso, non vale lo
stesso per la CAUSA.
La conoscenza della CAUSA è “…il momento della verità in cui la fondamentale imperfezione
finalmente si manifesta, e l’anomalia può rivelarsi nella sua doppia veste di
inizio e di conclusione…”
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