mercoledì 9 dicembre 2015

JOB


Questo è un articolo che scrissi nel Novembre del 2011

Come cambiano i tempi! Quando eravamo adolescenti spesso si sentiva affermare da persone adulte che lavoravano: "Studiate ragazzi, altrimenti quando sarete grandi andrete a fare gli spazzini".
Oggi, invece vi sono persone laureate, che l’unico lavoro che hanno trovato dopo aver tanto cercato è lo spazzino, o operatore ecologico (come vengono chiamati oggi); e questi ragazzi “spazzini” ringraziano per aver avuto almeno questa opportunità.

Mi hanno chiesto di raccontare la mia esperienza di ricerca di lavoro, la quale tutt’ora continua… sperando sempre in un esito positivo.
Non starò ad annoiarvi più di tanto anche perché, la mia esperienza è molto simile a quella di tanti giovani come me. Appena laureata ciò che mi dicevano quando cercavo lavoro, era: “Signorina a noi serve una ragazza che abbia maturato almeno un minimo di esperienza”; onestamente ora, non so di preciso quale sia il motivo per cui non riesco a trovare lavoro, certo è che purtroppo viviamo in una regione (Umbria) che non aiuta in alcun modo l’occupazione giovanile.

Negli ultimi anni ho visto che vengono fatti molti corsi di formazione finanziati sia da enti privati che da enti pubblici, i quali permettono l’inserimento seppur temporaneo all’interno di un’azienda, quindi nel mondo del lavoro. La mia esperienza in merito a questi corsi è stata una mera delusione, perché nel momento in cui ho partecipato alle selezioni mi hanno detto chiaramente che per giovani laureati, questi corsi, sono una perdita di tempo…
Ma il motivo principale per cui molti come me, si rivolgono a questi corsi è perché essi offrono la possibilità di effettuare un’esperienza lavorativa anche se per un breve periodo. Allora perché non permettere anche a chi è laureato la possibilità di accedere alla fase stagistica che tali corsi prevedono anche senza frequentare le lezioni teoriche, magari con un’ammissione allo stage tramite un esame?

Sono più di tre anni che sono laureata in Economia del turismo, scelta con la speranza che tale facoltà mi permettesse di avere degli sbocchi professionali sia nel lato economico, che in quello turistico. Già prima che terminassi gli studi iniziai ad inviare Curricula, a telefonare e a recarmi di persona presso le aziende, a chiedere, cercare lavoro, a lasciare curricula e a fare iscrizione nei vari centri di lavoro. Come me, tanta altra gente a seguito questo iter, non ha ottenuto alcun risultato.

Viviamo in una regione che purtroppo già di per sé non offre molte possibilità di lavoro, ma soprattutto l’Umbria è una regione nella quale gli strumenti impiegati per la ricerca di lavoro non funzionano, quindi cosa succede?
Si continua a sperare che prima o poi qualcosa esca fuori, oppure si lascia la regione, si va a Roma, Milano, Torino, ecc. e ci si trasferisce per lavoro, ma come si vive almeno inizialmente? Sulle spalle finanziare dei genitori, ma bisogna anche pensare che non tutti hanno i genitori che possono supportarli finanziariamente, nemmeno per un breve periodo.

Sinceramente rimango molto delusa dall’università perugina, inclusa tra l’altro nella lista degli atenei migliori a livello nazionale, perché non garantisce la riuscita delle persone nella vita lavorativa. Bisogna domandarsi il perché di tutto ciò? Cosa c’è che non funziona? Perché un tale ateneo prepara gli studenti a metà?
Mi dispiace molto dovermi ricredermi, anche se solo in parte, sull’istruzione accademica che ho ricevuto, perché credo molto nella formazione, ma soprattutto nella conoscenza e nel sapere, ma rimango esterrefatta dall’insormontabilità degli ostacoli che si presentano a chi cerca lavoro, insormontabilità che a mio parere, per lo più è artificiale.

C’è un detto che dice: “Chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto”, io come tanti altri giovani in cerca di lavoro abbiamo dato impegno, dedizione, amore… per lo studio, ma ancora stiamo aspettando che ci sia dato qualcosa in cambio… LA POSSIBILITÀ DI LAVORARE!

Dicembre 2015

Sono tre anni che vivo a Roma, ho trovato lavoro, ma anche qui la situazione lavorativa è forse ancora peggiore della città dalla quale provengo, Perugia. 
In tre anni, mi hanno sempre proposto offerte lavorative temporanee e soprattutto Stage, con la speranza di poter continuare il rapporto lavorativo, cosa che poi in realtà non è mai andata in porto, per vari motivi, per esempio mancanza di soldi da parte dell'azienda e per far posto a gente raccomandata!

Cosa si deve fare per avere la possibilità di lavorare, per riuscire a dormire tranquillamente durante la notte, senza addormentarsi con il pensiero disperato: "Farei qualsiasi lavoro, anche a costo di rimettermi a imparare da zero, se solo mi dessero l'occasione di mettermi alla prova"!

Non cerco il posto il fisso, sono disposta a vendere la mia professionalità purché essa venga ricompensata adeguatamente!
Hanno fatto le riforme del lavoro togliendo i contratti da stagista e via dicendo...il risultato è stato che ora le aziende non assumo più, se lo fanno richiedono l'apertura della Partita IVA!




Nessun commento:

Posta un commento